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Mamoiada – Autunno in Barbagia 2016

novembre 6, 2016

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Domenica 6 novembre, Autunno in Barbagia fa tappa a Mamoiada nel cuore della Barbagia, a pochi chilometri dai monti del Gennargentu e dal Supramonte di Orgosolo.

Nobiscum ti accompagna in pullman nel paese dei Mamuthones e Issohadores.

Per l’occasione, il paese ci accoglierà negli antichi cortili privati e aprirà le sue chiese e i suoi musei e ci coinvolgerà in una serie di iniziative enogastronomiche e culturali.

Partenza da Piazza dei Centomila Cagliari Ore 7:45

Rientro a Cagliari Piazza dei Centomila Ore 21:00

Quota di partecipazione:
Per i NON SOCI* 20€ entro Martedì 25 Ottobre. Passerà poi a 23€.
Per i SOCI NOBISCUM 17€ entro Martedì 25 Ottobre. Passerà poi a 20€.

*Per diventare soci dell’Associazione è necessario compilare il Modulo.

La varietà e quantità di resti archeologici sparsi nel territorio rivelano come l’area fosse abitata fin dalla preistoria: risalgono al Neolitico le pedras fittas (menhir),  le domus de Janas (tombe scavate nella roccia) e i dolmen; mentre, nell’età del Bronzo, furono realizzate le tombe dei giganti, i nuraghi e un pozzo sacro, testimoni della grande civiltà nuragica.
Durante l’età romana nei pressi del centro passava l’importante strada militare che attraversava l’Isola collegando Olbia con Cagliari. L’odierno nome del centro compare per la prima volta come  “Mamoyata” nei documenti medievali delle Rationes Decimarum dove il villaggio era compreso nella curatoria della Barbagia di Ollolai.
L’amministrazione dei feudatari divenne sempre più oppressiva; nel XVIII secolo gli abitanti iniziarono il loro percorso di liberazione dal giogo feudale istituendo il  consiglio comunitativo e il Monte Granatico fino alla definitiva abolizione del feudalesimo nel 1838.
Nel Novecento il paese è divenuto famoso per i suoi riti legati al carnevale; dal 1951 sono stati pubblicati diversi studi sulle maschere dei Mamuthones e Issohadores riconosciute come simbolo di Mamoiada nel mondo.

Su fertili terreni d’origine granitica prosperano le vigne da cui si ottengono rinomati vini, produzioni delle cantine locali e importante risorsa economica del centro. Nelle campagne, infatti, si pratica una viticoltura di montagna con forme di allevamento tradizionale in cui è preservata la biodiversità dei vitigni autoctoni come il Cannonau e la Granazza dai quali si ricavano pregiati vini rossi e bianchi.
Abbondanti sorgenti e corsi d’acqua danno vita una natura rigogliosa che si estende sulle distese di pascoli.
L’allevamento caratterizza il paesaggio anche per la presenza dei cosiddetti “sentieri dei pastori”, strade rurali della transumanza da cui si possono intraprendere  deliziose escursioni a piedi o in mountain bike. Percorrendo questi antichi cammini si incontrano gli i boschi di roverella dove, nelle stagioni calde, gli esperti vanno alla ricerca delle appetitose specie di funghi tra cui porcino e ovolo.

Il 17 gennaio con la festa di Sant’Antonio Abate ha inizio il carnevale isolano con l’accensione dei  grandi fuochi. In questa occasione, ogni anno a Mamoiada, si ripete un antico cerimoniale animato dalle maschere tradizionali più famose dell’Isola: Mamuthones e Issohadores. I primi portano sul viso una  maschera nera e indossano pelli ovine su cui viene sistemata “sa carriga”; 30 kg di campanacci legati sulle spalle. Durante la sfilata per le vie del paese e intorno ai fuochi, i Mamuthones incedono con un particolare passo, quasi una danza, guidati dagli Issohadores. Questi ultimi sono vestiti con elementi maschili e femminili dell’abbigliamento tradizionale e sono così chiamati perché portano sa soha, la fune con cui prendono a lazzo le persone. Diversi esemplari di queste straordinarie maschere sono esposti nel Museo delle Maschere Mediterranee.
Il centro storico si sviluppa dalla via principale che attraversa il paese; da qui si accede alle strette e intricate viuzze su cui si affacciano le tipiche case barbaricine a due o tre piani realizzate con blocchi di granito. Passeggiando tra i vicoli dei quartieri più antichi si possono visitare alcune graziose chiese tra cui la più caratteristica è quella dedicata a Nostra Signora di Loreto, probabilmente costruita in epoca medievale ma, i primi documenti in cui è citata, risalgono ai primi anni del Settecento.

A breve il programma della manifestazione.

Dettagli

Data:
novembre 6, 2016
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