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Fonni – Autunno in Barbagia 2016

dicembre 8, 2016

Fonni-Autunno-in-Barbagia  Fonni – Autunno in Barbagia 2016 Fonni Autunno in Barbagia 1

Giovedì 8 dicembre, Autunno in Barbagia fa tappa a Fonni, sulle pendici verdeggianti del Gennargentu.

Nobiscum ti accompagna in pullman in uno dei paesi più alti della Sardegna (1.000 m s.l.m), situato nel cuore del territorio popolato dalle antiche civiltà della Barbagia.

Per l’occasione, il paese ci accoglierà negli antichi cortili privati e aprirà le sue chiese e i suoi musei e ci coinvolgerà in una serie di iniziative enogastronomiche e culturali.

Partenza da Piazza dei Centomila Cagliari Ore 7:45

Rientro a Cagliari Piazza dei Centomila Ore 21:00

Quota di partecipazione:
Per i NON SOCI* 20€ entro Sabato 26 Novembre. Passerà poi a 23€.
Per i SOCI NOBISCUM 17€ entro Sabato 26 Novembre. Passerà poi a 20€.

*Per diventare soci dell’Associazione è necessario compilare il Modulo.

Nel cuore del territorio popolato dalle antiche civiltà della Barbagia si trova Fonni. Gli usi e le credenze delle prime comunità che abitarono la zona sono testimoniati dai numerosi menhir (in sardo  perdas fittas) e domus de janas. Più di 40 nuraghi documentano l’età nuragica. Di particolare fascino è il sito di Gremanu-Madau: un insediamento datato dal XV al IX secolo a.C.. Durante il Medioevo si ha la prima citazione del nome Fonni come villaggio appartenente al Giudicato d’Arborea a cui forniva numerosi guerrieri. Con la vittoria dell’esercito aragonese e l’estinzione della dinastia giudicale le sue terre furono infeudate a diversi nobili spagnoli, e il centro divenne sede dell’amministrazione baronale della Barbagia di Ollolai. Dalla metà del Seicento fino al 1811 il paese fu dilaniato da uno scontro contro Villagrande e Villanova Strisaili: il centro fu estromesso dall’uso dei pascoli del cosiddetto “Monte Indivisu” fino ad allora gestiti in comunione con i paesi confinanti. Poiché i terreni non erano sufficienti per le greggi, i pastori disubbidirono ripetutamente all’imposizione del governo, prima spagnolo poi sabaudo, di liberare l’area, fino a quando ottennero la cessione di un terzo delle terre dietro pagamento di un canone agli altri due centri. Una nuova battaglia per la sopravvivenza si ebbe nel 1969 quando il governo italiano impose la costruzione di un poligono di tiro nei pascoli tra Fonni e Orgosolo. Dopo solo un mese dall’edificazione, il borgo di Pratobello (in cui avrebbero abitato le famiglie dei militari) fu abbandonato a causa della rivolta pacifica della gente che occupò in massa i campi.

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Fonni è il comune montano più alto dell’Isola (1000 m s.l.m.), posizione che lo ha reso un’importante meta turistica per gli sport di montagna. La stazione sciistica è particolarmente frequentata durante l’inverno; sono presenti impianti di risalita sul Monte Bruncu Spina e sul Monte Spada. Anche durante il resto dell’anno numerosi viaggiatori scelgono di visitare il suo territorio per la bellezza dei paesaggi e la ricchezza delle flora e della fauna. Tra fiumi e sorgenti si aprono valli ornate da ginestre, timo e elicriso. La primavera offre macchie di colore: i fiori della peonia, genziana, rosa canina e digitale purpurea fanno da cornice alle essenze arboree di noci, ciliegi, acero e ai boschi secolari di roverella, tasso, quercia, leccio. In questa riserva naturale si possono ammirare le diverse specie faunistiche come il muflone, il cinghiale, l’euprotto sardo, il gatto selvatico, la martora e la raganella sarda ma anche numerose varietà d’uccelli: l’aquila reale, l’astore, il falco pellegrino, la poiana, la pernice sarda. Questa è la patria del pastore fonnese, una razza canina endemica molto richiesta per la difesa sia delle proprietà che delle greggi.

Lungo le vie del paese, nei rioni più antichi, sono custodite le caratteristiche case di montagna a uno o più piani, costruite in pietra locale, e in alcuni casi è ancora possibile scorgere le scandulas, arcaiche tegole in legno. Un esempio di tipica abitazione è dato dall’edificio ottocentesco che ospita il Museo della cultura pastorale di Fonni in cui si possono ancora ammirare alcuni arredi originari. Tra le intricate stradine del centro storico si incontrano i bellissimi murales su cui sono illustrate scene di vita quotidiana, presente o passata. In uno degli originari quartieri si trova la chiesa del patrono San Giovanni Battista riedificata nel secolo XVI. In occasione della festa del Santo, il 24 giugno, viene ancora preparato secondo antichi usi il pane rituale chiamato su cocone de frores portato in processione da cavalieri in abito tradizionale. Alla Vergine dei Martiri è intitolato il santuario edificato nel ’700 all’interno del suggestivo complesso che, oltre la basilica, comprende il convento di San Francesco e l’oratorio di San Michele. Tutte le strutture si affacciano sulla grande piazza racchiusa dalle cumbessias, un tempo destinate ad accogliere i pellegrini.

 

A breve il programma della manifestazione.

Dettagli

Data:
dicembre 8, 2016
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